 |
L'obelisco di Axum |
La stele viene scaricata nel porto di Napoli, nel 1937.La stele fu realizzata tra il I ed il IV secolo, probabilmente da artisti egiziani. La stele era frantumata in tre tronconi, quando la trovarono i soldati italiani impegnati nella guerra d'Etiopia alla fine del 1935, così come un'altra cinquantina di obelischi che si trovavano nella città di Axum al momento dell'occupazione italiana. La stele, sezionata in sei parti e trascinato da centinaia di soldati italiani ed eritrei durante un'odissea di due mesi fino al porto di Massaua, fu trasportato per nave fino a Napoli tramite il piroscafo Adua, dove giunse il 27 marzo 1937. Poi venne trasportata fino a Roma, dove fu collocato il 28 ottobre 1937 in Piazza di Porta Capena.Il primo frammento dell'obelisco ripartì per l'Etiopia il 18 aprile 2005 dall'aeroporto di Pratica di Mare e il suo ritorno fu accolto in Eritrea con grandi festeggiamenti. La stele giace ancora smontata, abbandonata ed esposta alle intemperie sotto una tettoia nel Parco Archeologico di Axum. In Italia le polemiche sulla restituzione non sono ancora cessate, e non sono mancate alcune proposte di ricostruirlo nel luogo dove si trovava davanti alla sede della FAO. Ultimamente Vittorio Sgarbi ha anche appoggiato il neosindaco di Roma Gianni Alemanno per tentare di riavere indietro l'obelisco dall'Etiopia, dato lo stato di degrado in cui si trova. Il 4 Giugno 2008, grazie a fondi italiani, è stato aperto il cantiere ad Axum per ricomporre l'obelisco e, come da accordi fra il governo etiope e quello italiano, l'Istituto Centrale per il Restauro ha compiuto una ulteriore pulitura prima della cerimonia prevista il 4 settembre ad Axum per celebrare il rientro in patria della stele.