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Le elezioni del 13 e 14 aprile ’08 hanno lasciato risultanti assolutamente impensabili: non tanto per la vittoria di Berlusconi, già da molti ritenuto vincitore, o per la resa di Veltroni di fronte all’avversario, ma la severa batosta, o - se vogliamo essere anche più forti – disfatta subita dalla Sinistra Arcobaleno. Cosa significa questo? Da cosa è dovuta tale sconfitta? E’ da affermare innanzitutto che la politica del voto utile ha danneggiato i partiti medi e minori, costringendo molte persone a votare o per Berlusconi o per Veltroni. Poi bisogna fare un confronto con i risultati delle forze avversarie alla Sinistra, guardando all’8% della Lega, che in questi anni di governo Prodi è stata(a detta di Bossi) più vicina agli operai del nord rispetto alla Sinistra, che non è riuscita a farsi valere in Parlamento. Inoltre grave punto dolente è l’astensionismo, dovuto al clima di anti-politica che si è venuto a creare: molti votanti i partiti comunisti hanno reagito negativamente appunto all’azione nel governo Prodi di questi, allontanandosi verso il sogno del passato partito comunista di Berlinguer e Togliatti, figure ormai estinte nel nostro panorama politico. Allarmante per la Sinistra Arcobaleno è stato il risultato nelle regioni storicamente rosse: in Toscana la percentuale arriva al 5,5%, in Emilia Romagna, Liguria e Umbria la percentuale è ancora più bassa, mentre la regione che un po’ a sorpresa si apre alla Sinistra è il Trentino Alto Adige, con quasi il 9% di voti ottenuti. Di fronte a tali risultati e al complessivo 3% abbondante ottenuto alla Camera e al Senato parleranno domani 19 aprile ’08 a Firenze i rappresentanti comunisti. Bertinotti si è ormai dimesso, Diliberto si è scisso dalla Sinistra Arcobaleno, ma pensa di poter riformare con Rifondazione una nuova coalizione( o partito unico) per tornare a lottare e a confrontarsi col mondo dei lavoratori da cui, ammette Diliberto, la Sinistra sembra essersi allontanata. Da segnalare i risultati del partito di Ferrando e di Turigliatto, che avrebbero salvato la Sinistra dal baratro in cui è caduta. Ma c’è chi parla di morte della Sinistra, c’è chi gode o piange per ciò: è bene per la Sinistra iniziare un nuovo corso per ricostruire la Sinistra operaia e studiare la società moderna con occhio critico e razionale.