Pubblichiamo qui di seguito il resoconto, scritto dal nostro direttore Claudio Beccalossi, apparso sul giornale l'Arena di Verona, del 31 maggio 2001
Quasi tutte le nazioni legate all’epopea imperiale asburgica rappresentate in città. L’occasione? Una manifestazione a ricordo dei soldati veneti caduti per l’ex-impero austro-ungarico e presenti nei cimiteri di Verona. Organizzato nell’ambito del Convegno regionale dell’Associazione veneti nel mondo presso l’Hotel Saccardi Quadrante Europa, l’evento s’è svolto nei giorni scorsi ed ha costituito una sorta di tuffo nel passato, ai fatidici 51 anni di dominio su Verona di Vienna, senza nostalgie o rancori ma con la serenità dell’omaggio agli scomparsi d’una realtà storica vissuta comunque, nel bene e nel male.
Voluta all’interno del cimitero austro-ungarico di Forte Procolo (Saval) e patrocinata dall’assessorato comunale al Decentramento, dall’assessorato provinciale alla Pubblica istruzione ed alla Cultura, dalla Regione Veneto e dall’Agec, la cerimonia è iniziata con l’arrivo delle autorità e delle delegazioni consolari. Hanno partecipato ufficialmente, infatti, i consoli d’Austria di Trieste, Hans Sabaditsch, di Bosnia-Erzegovina, Muhamed Kresevljakovic, della Repubblica Ceca, Josef Molata, di Polonia, Maria Olszanska, della Repubblica Slovacca, Pavol Seko, dell’Ungheria, Raffay Geza. Sono intervenuti pure il presidente dell’Agec, Edoardo Pallaro, l’assessore provinciale alla Pubblica istruzione ed alla Cultura, Adimaro Moretti degli Adimari, e l’assessore regionale alle Politiche della sicurezza e dei flussi migratori, Raffaele Zanon, oltre al vice prefetto, al vice questore ed ai rappresentanti delle associazioni d’arma.
Dopo l’esecuzione degli inni d’Europa e d’Italia da parte della Fanfara dei Bersaglieri «La Scaligera» diretta dal maestro Lorenzo De Rossi, il presidente dell’Associazione Veneti nel mondo, Rudy Marcolini, ha salutato i presenti e lasciato la parola alle autorità per i vari interventi. È seguita, poi, la cerimonia di deposizione d’una corona d’alloro alla croce del cimitero (che raccoglie, stando all’iscrizione del monumento, 5.684 soldati austroungarici caduti nella Grande Guerra, 200 combattenti periti nelle battaglie di Solferino e di Custoza, e degli appartenenti alla guarnigione di Verona) da parte del Comune di Verona rappresentato dall’assessore al Decentramento, Massimo Mariotti. Il Coro «La Parete» di S. Lucia, diretto dal maestro Claudio Bernardi, ha fatto da sottofondo all’omaggio.
Nel pomeriggio, la manifestazione è proseguita al cimitero di S. Lucia che, con quello austro-ungarico di Forte Procolo ed il Monumentale, conserva vestigia e tombe risalenti al periodo asburgico della città. Nel cimitero sono stati resi gli onori, con una seconda corona d’alloro, al manufatto che commemora i veneto-lombardi appartenenti al 45° reggimento Fanti Arciduca Sigismondo caduti nella sanguinosa battaglia di S. Lucia (6 maggio 1848) ed i cui resti sono stati collocati, nel ’91, nella cripta della cappella. Dopo, gli ospiti hanno visitato il forte austro-ungarico Erzherzogin Gisela (Arciduchessa Gisella) a Dossobuono, edificato tra il 1860 ed il ’62.
A quanti hanno presenziato è stato consegnato il fascicolo «Veneti contro», realizzato per l’occasione dall’associazione Veneti nel mondo e che sarà in distribuzione gratuita anche presso le circoscrizioni.
La giornata ex-imperiale delle delegazioni consolari a Verona ha costituito un risultato di prestigio dell’Associazione Veneti nel mondo, riunita con aderenti di varie provenienze geografiche.
«Il nostro appuntamento- ha rimarcato il veronese Rudy Marcolini prima di ripartire per Montréal, in Canada, dove abitualmente risiede- è stato un’importante fase riepilogativa sull’emigrazione veneta ed una tappa conseguenziale dei precedenti incontri, ufficiali ed ufficiosi, tenuti sull’argomento. Per gli appartenenti all’associazione il convegno è stato considerato come un prezioso momento di collante collaborativo e di reciproca revisione in vista di iniziative prossime future».
«La sensibilità associativa nei confronti anche dei veneti del passato è stata evidenziata dalla cerimonia commemorativa dei soldati caduti tra le fila degli austro-ungarici nel corso delle guerre risorgimentali dello scorso secolo. Altre manifestazioni del genere sono allo studio per rendere onore a veneti (militari o civili) caduti o sepolti in varie parti d’Europa».
Claudio Beccalossi
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