San Diego - Il voto degli italiani all'estero resta "uno sconosciuto" in Italia, con tutti i problemi che derivano. E' quanto sostiene Massimo Seracini, responsabile UDC in USA "Mentre si discute giustamente in Italia su accordi elettorali, accorpamenti e distinguo fra i vari partiti in vista del 13 aprile, l’attenzione dei media nazionali verso il nostro voto estero è quasi inesistente e si sta ripetendo il copione di due anni fa quando eravamo, 'i belli sconosciuti'". "Eppure il ricordo scioccante dei risultati del voto estero che dettero la maggioranza necessaria al Governo Prodi, dovrebbe essere ancora presente a un’attenta valutazione politica" aggiunge Massimo Seracini. L'esperienza dei primi 18 parlamentari eletti all'estero, secondo Massimo Seracini non è stata "esaltante, per il basso peso specifico dei nostri rappresentanti eletti, che non hanno saputo distinguersi come avrebbero dovuto e come avevano promesso all’elettorato, ma ha comunque riportato in Italia l’opinione politica di quasi 3 milioni di cittadini italiani sparsi per il mondo che per 60 anni non avevano potuto praticamente esercitare il loro diritto costituzionale".
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