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Parlamentari italiani all’estero

ROMA – Quarantacinque proposte di legge e centoventi tra interrogazioni, interpellanze e ordini del giorno in quasi venti mesi di governo Prodi: è questo il bilancio delle attività dei parlamentari eletti all’estero prima del no della Camera alta alla fiducia all’esecutivo. A mettere in cifre il lavoro compiuto dai diciotto rappresentanti, tra Camera e Senato, dei quasi 3 milioni di cittadini italiani nel mondo che si recarono alle urne nell’aprile del 2006 ci ha pensato la Uim (Unioni Italiani nel Mondo) di alberto Sera. Dal materiale preso in considerazione dalla Uim, è emerso che delle quarantacinque proposte di legge avanzate dodici riguardavano la promozione della cultura italiana e della formazione linguistica all’estero, otto il problema della cittadinanza italiana, cinque le tematiche legate all’assistenza sociale (tra le quali quella sull’assegno di solidarietà per i connazionali indigenti) e quattro il sistema di voto all’estero e gli organi di rappresentanza. Per quanto riguarda invece le altre centoventi iniziative parlamentari di interesse per i nostri connazionali all’estero, il ventuno per cento di esse erano relative alla scuola e alla cultura italiana, con un interesse particolarmente marcato per i problemi legati alla diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo e alla valorizzazione e al sostegno degli istituti e delle scuole italiane all’estero. L’ultimo dato degno di nota è quello riferito alla distribuzione geografica dell’attività parlamentare: il quarantadue per cento ha interessato tutta la comunità di italiani nel mondo, il quaranta per cento quelli residenti nei paesi del’Europa e il quindici per cento i connazionali che vivono in America Settentrionale, Centrale e del Sud.

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