Il quotidiano telematico dell'Associazione Veneti nel Mondo

Il monumento all’emigrante veronese

Vittorio Di Dio, direttore commerciale di Veronafiere
Vittorio Di Dio, direttore commerciale di Veronafiere
Si chiamerà Anello nel tempo e sarà una concreta testimonianza d’affetto ai tanti emigranti veronesi sparsi nel mondo. L’opera, una scultura in marmi policromi dell’artista veronese Virgilio Ferrari, di notevoli dimensioni, alta circa cinque metri e larga sei, sarà collocata sulla circonvallazione esterna in prossimità della stazione di Porta Nuova. L’iniziativa, voluta dall’associazione Veronesi nel Mondo, di cui è presidente Giuseppe Riccardo Ceni, e sostenuta economicamente dall’Asmave, l’associazione dei marmisti veronesi, è già stata approvata dalla Giunta e dovrebbe essere collocata entro la fine dell’anno. «In questo modo si va a colmare un vuoto nella storia recente della nostra città», dice il presidente Ceni, «per testimoniare la riconoscenza della città a tanti benemeriti concittadini, grazie alla disponibilità data dal Consorzio marmisti veronesi. Questo monumento non vuol essere comunque un semplice omaggio alla memoria di tanti migranti ed ex emigranti ma anche un messaggio forte, di condivisione, ai migranti del terzo millennio, come tanti manager veronesi che in giro per il mondo dimostrano il valore delle loro origini». Per l’assessore con delega ai veronesi nel mondo, Vittorio Di Dio, «l’opera, oltre al valore artistico, si carica di una considerevole valenza perchè rende testimonianza ad un’intensa pagina di storia e si pone come anello di congiunzione fra passato, presente e futuro nel nome di una comune tradizione di cultura e affetti». La forma anulare della scultura va interpretata in termini di fede nuziale, che esprime fiducia nella forza costruttiva del tempo e nel progresso della collettività cittadina. La varietà dei materiali di cui è composta la scultura, invece, esprime l’unità che è possibile nella diversità della nostra comunità che è in continua evoluzione. Da questa simbolica fede nuziale nasce un nuovo spazio ideale al centro dello spazio pubblico. Ma l’associazione Veronesi nel Mondo non si è limitata a questa iniziativa. Ha anche fatto pubblicare un interessante volume fotografico, intitolato semplicemente Verona, con foto di Stefano Signorini, in cui racconta attraverso le immagini la storia della città negli ultimi cento anni, alternando a visioni moderne immagini antiche e accompagnando questa narrazione ideale con le poesie di Giovan Battista Pighi, Angelin Sartori, Tolo Da Re e Berto Barbarani. Una sorta di biglietto da visita della città, che sarà proposto anche agli emigranti, per far conoscere loro una città non solo ricca di pregevoli monumenti e opere d’arte ma anche di elementi moderni, una città che in un secolo ha subìto notevoli trasformazioni, che ha conosciuto un grande sviluppo economico e che si sta proiettando su orizzonti internazionali con la forza del sio lavoro e delle sue tradizioni.(E.C. da L'Arena)

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