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Italiani di Dalmazia: duemila anni di storie
Veduta di Dubrovnik ( Ragusa )
Veduta di Dubrovnik ( Ragusa )

Dalmazia: antica Regione della nuova Europa, irradiata dalla civiltà' Latina e Veneta. Terra di imperatori, sani e papi, di incontro e poi di scontro etnico, di dolorosi esodi e radicali cambiamenti. Sono poche migliaia gli italiani che vivono oggi in Dalmazia, da Zara a Cataro, ultimi discendenti di quei latino-veneti che conobbero ricchezza e splendore dal tempo di Diocleziano (III sec. d.C) a quello in cui facevano parte della Repubblica di Venezia (1420-1797). Costruirono meravigliose città, chiese e palazzi in quel versante dell’Adriatico dove la terra, il mare e il cielo si uniscono nell’incanto, animarono gli scambi commerciali, promossero l’arte e la letteratura. Tutto questo fino alla caduta della “Serenissima Repubblica” nel maggio 1797, arresasi senza muovere armi alle truppe francesi di Napoleone che ne avevano violato la neutralità per cederla all’Impero d’Austria, in cambio del Belgio, col Trattato di Campoformio. Il 23 agosto dello stesso anno, al termine di una solenne cerimonia alla presenze di tutte le milizie e di tutto il popolo, il Gonfalone di San Marco fu sepolto dal conte Giuseppe Viscovich capitano della guardia, sotto l’altare del duomo di Perasto, nelle Dalmazia montenegrina, pronunciando le seguenti parole: Sapranno da noi i nostri figli e, la storia farà sapere a tutta l’Europa, che Perasto ha degnamente sostenuto sino all’ultimo l’onore del Veneto Gonfalone...Per 337 anni i nostri beni, il nostro sangue, le nostre vite sono state sempre per te, o San Marco...Tu con Noi, Noi con Te..”. Napoleone sconfisse poi l’Austria nel 1805 ad Austerlitz, e sui territori annessi costituì’ le sette “Province Illiriche”: Carinzia, Carniola, Istria Croazia civile, Croazia militare, Dalmazia e Ragusa.

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