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Un retaggio del passato (unico al mondo) sull'abside della chiesa di Notre Dame de la Defense, a Montreal
di Vittorio Giordano - Montréal – È una tradizione che risale al 2004, anno delle prime iniziative volte a promuovere gli scambi culturali tra i giovani veneti nel mondo. Braccio operativo del progetto è l’assessorato ai Flussi Migratori della Regione Veneto, che ogni anno mette a disposizione parte dei fondi per finanziare progetti tutti incentrati sul tema dell’emigrazione e sul miglioramento delle conoscenze sia linguistiche che storico culturali. Quell’anno si riunirono a Padova, tra il 25 aprile ed il 26 maggio, alcuni giovani oriundi veneti residenti nell’est Europa. E sempre nel 2004, ma questa volta a giugno, si tenne la prima conferenza dell’emigrazione veronese. Entrambi gli eventi si rivelarano un prezioso momento di aggregazione. I primi di tanti. Fino ad arrivare al giugno del 2009 . La settimana scorsa, infatti, 10 studenti veneti sono atterrati all’aeroporto Pierre-Elliot Trudeau di Montréal. Sono rimasti in città 4 giorni. Subito dopo si sono spostati a Québec City, Toronto e Ottawa. “Il Comitato Tricolore-Regione Veneto – dice Massimo Mariotti, presidente Ctim Veneto e consultore della Regione Veneto per l’Emigrazione - organizza 2-3 iniziative del genere ogni anno coinvolgendo i giovani tra i 18 e i 35 anni. L’evento può tenersi in una città estera, e in questo caso sono i ragazzi italiani a spostarsi, oppure in Veneto, con i residenti all’estero accolti in una città della regione”...
Di Marco Penzo - Federer ha vinto il Roland Garros, l’unico Slam che mancava nella sua bacheca. Questa era la sua quarta finale del torneo. In finale ha affrontato il generoso Robin Soderling, lo svedese che ha battuto il vincitore del torneo francese dell’anno scorso Rafael Nadal. Dopo un cammino molto tosto, i due si sono incontrati in una finale piena di aspettative: da una parte lo svedese alla prima finale di uno Slam, dall’altra lo svizzero che voleva raggiungere i quattordici Slam vinti da Pete Sampras, record assoluto nel tennis. Ma, mentre Sampras non ha mai vinto il Roland Garros, Federer si è aggiudicato lo Slam francese, eguagliando così il campione americano e divenendo il sesto giocatore in ordine cronologico a vincere tutti gli Slam, dopo Fred Perry, Don Budge, Rod Laver, Roy Emerson e Andre Agassi. La finale è finita 6-1 7-6 (1) 6-4 per l’elvetico, che ha dominato il match grazie al servizio, molto efficace, grazie al quale ha realizzato molti ace (sedici in tutto), grazie alla smorzata, veramente micidiale, e grazie alla pazienza e alla voglia di vincere questo torneo. Soderling ha sofferto un po’ per l’inesperienza e ha commesso qualche errore di troppo. Comunque sembrava pronosticato dalla sorte che dovesse vincere Roger Federer, che è così entrato di diritto nella grande storia, anzi, nella grande leggenda del tennis. A premiarlo è stato Andre Agassi, che dieci anni fa vinse proprio il Roland Garros e che è stato l’ultimo giocatore a vincere tutti gli Slam. La premiazione è stata una sorta di consacrazione ufficiale, nella quale Federer si è commosso mostrando tutta la sua gioia per tale vittoria, mentre Soderling si è complimentato con Roger Federer per la lezione di tennis che ha dato e Agassi è stato ancora protagonista, stavolta in vesti più eleganti… La finale ha visto la presenza durante il secondo set di un invasore che però è stato portato via dal campo senza troppi problemi per il proseguo dello spettacolo. Gli dei del tennis dovevano consacrare Roger Federer con l’unico Slam che gli mancava e così è stato. Complimenti a Roger, eroe del tennis e campione ormai veramente immortale.
La comunità cinese è la quarta presenza immigrata in Italia, con oltre 150 mila cittadini residenti e registrati. Con una dinamicità imprenditoriale straordinaria è cresciuta negli ultimi anni. Verso la stessa non mancano i pregiudizi, le difficoltà di integrazione. È una comunità dalle caratteristiche peculiari che spesso la rendono soggetta a pregiudizi e ne determinano una lenta osmosi con l’ambiente. In Italia sono stati sottolineati gli elementi negativi, come lo sfruttamento e la concorrenza sleale nell’imprenditoria. Ma non mancano, però, gli aspetti positivi legati essenzialmente al ruolo delle seconde generazioni, vero ponte tra due mondi molto distanti e separati soprattutto dalle difficoltà linguistiche.
Isola Rizza (Verona). Il Ristorante Perbellini spicca nel cuore della pianura, non certo come posizione geografica ma per l’eccellente qualità della cucina in grado di richiamare buongustai da tutta Italia. Il ristorante, gestito dallo chef Giancarlo Perbellini e dalla moglie Paola, inizia la sua attività nel 1989, affiancandosi alla famosa pasticceria di famiglia. Il successo non è pero’ immediato: il livello era roppo alto rispetto al target della zona e il locale fuori mano. Ma ora le cose sono decisamente cambiate: è arrivata la superstrada a collegare agevolmente il ristorante e sopratutto, sono arrivati importanti riconoscimenti: nel 1996 la rinomata guida Michelin ha assegnato al ristorante la prima stella; nel 1997 il signor Giancarlo è stato premiato come miglior giovane cuoco europeo e da ultimo, nel dicembre 2001, è giunta la seconda stella Michelin. Attualmente solo venti locali in Italia possono vantare le due stelle Michelin.
Uno degli obiettivi principali della Colletta “Pro Terra Sancta”, che nella maggior parte delle Diocesi ha avuto luogo, come ogni anno, il Venerdi Santo, è stato quello di migliorare le condizioni delle comunità cristiane che abitano nei luoghi in cui Cristo ha vissuto e predicato. Quest’anno in particolare è stata fatta per scoraggiare la sua emigrazione. Sono i cristiani di Terra Santa, insieme agli abitanti di vaste regioni del Medio Oriente, che aspirano da lungo tempo alla pace e alla tranquillità ancora tanto minacciate”. Le ferite aperte dalla violenza acuiscono il problema dell’emigrazione, che inesorabilmente priva la minoranza cristiana delle migliori risorse per il futuro.
Ad Arezzo, in Toscana, nove giovani ghiottoni, avevano fondato un’associazione dedicata al cibo di strada. L’avevano battezzata Street Food. Loro scopo era quello di dedicarsi al recupero e alla tutela degli storici cibi da strada che da sempre punteggiano piazze e mercati di tutta Italia. Quel giorno, ad Arezzo, a fine lavori, i nove ghiottoni avevano improvvisato per gli ospiti e gli invitati una degustazione dei loro prodotti allestendo dei piccoli stand. Accanto alla Prochetta romana, agli Arrosticini abruzzesi, ai Filetti di baccalà fritti, allo gnocco fritto, al Castagnaccio, agli Arancini, alle olive ascolane, al pani acconzatu, al Pane carasau, alla Pizza fritta, ai Cicchetti veneti, alla Piadina, alla Farinata di ceci, al Pane col Lampredotto, alla Cubana, allo Strudel e al Morzello, quel giorno era presente, in un piccolo chiosco, anche il Kebab. È questo (conosciuto ormai in tutto il mondo) un piatto a base di carne tipico della cucina turca, persiana e araba. La carne deve essere di agnello, manzo, montone o pollo. Mai maiale: è vietato dalla religione. Il metodo di cottura utilizzato per prepararlo è allo spiedo verticale. Di solito viene servito nel tipico pane arabo, nella “pita”. ... Buon appetito!
Nel mese di marzo, alla presenza di autorità civili, politiche e religiose, ha avuto luogo a Buenos Aires la presentazione della Fondazione Italiani nel Mondo. In Argentina più del 50% della popolazione ha origini italiane. Nel Paese l’attesa per le iniziative culturali e politiche è molto sentita ed entusiasta. “La Fondazione puo’ portare avanti un grande lavoro per gli italiani all’estero—ha commentato il senatore Caselli, presente alla manifestazione—perché in Argentina la metà della popolazione ha origini italiane o discende da emigranti italiani. È al loro impegno, ai loro sacrifici e al loro amore che penso quando si parla del ruolo dell’Argentina nel mondo”. La Fondazione intende aprire la strada a una molteplicità di progetti di grande valore per il rafforzamento dei legami tra comunità italiane all’estero e la madre Patria e potrà rappresentare al meglio le istanze degli italiani che vivono lontani dai confini del nostro Paese e garantire loro un’adeguata rappresentanza per valorizzare le relazioni culturali e sociali esistenti tra loro.
VANCOUVER – Presso il Centro Culturale Italiano si è svolta una serata all’insegna di un nuovo dialogo fra l’Italia e i giovani nel mondo di origine italiana. Infatti il Comites di Vancouver ha ritenuto opportuno festeggiare il felice ritorno di due giovani italo-canadesi del west Canada John Mosca e Lorenzo Giuffrè, facenti parte dei 420 giovani invitati a Roma per la conferenza giovani italiani nel mondo. Direi che è stato un vero successo sia dal punto di vista del’esperienza personale che culturale e forse in futuro anche economica. Si è visto subito che questi due giovani festeggiati dalla comunità italiana sono reientrati a Vancouver con un orizzonte di vedute panoramiche d’Italia molto più profonde di prima della partenza. Sono rimasto colpito dalla patronanza della lingua italiana mostrata durante il discorso di Lorenzo fatto grazie alla collaborazione del Comites, del CGIE e del Consolato